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Luca Carabetta (Trade Republic): come democratizzare la finanza e vincere con l’interesse composto

La finanza non è più un club esclusivo: ecco come puoi entrarci oggi

democratizzare la finanza e vincere con l’interesse composto

Chi è Luca Carabetta
Luca Carabetta è Country Manager Italia di Trade Republic. In passato è stato imprenditore nell’ecosistema startup italiano e membro della Camera dei Deputati nella XVIII Legislatura, ricoprendo la carica di Vice Presidente della Commissione Attività Produttive. Oggi guida lo sviluppo della più grande piattaforma europea di risparmio e investimento in Italia, con l’obiettivo di rendere la finanza semplice, trasparente e accessibile a tutti.

1. Perché è nata Trade Republic e quale problema specifico volevate risolvere?

Carabetta: Trade Republic nasce nel 2015 dai tre fondatori Christian Hecker, Thomas Pischke e Marco Cancellieri, con l’obiettivo di rendere il risparmio e gli investimenti semplici e accessibili a tutti. La democratizzazione della finanza è un compito arduo, che implica il superamento di barriere consolidate, ma oggi è resa possibile da grandi investimenti in tecnologia. Trade Republic è sì una banca a tutti gli effetti, ma soprattutto una tech company.

2. “Rendere gli investimenti accessibili a tutti”: che significa nella pratica per un risparmiatore medio?

Carabetta: Anzitutto i costi. L’offerta di Trade Republic è la più economica sul mercato: zero costi per il conto e una commissione di un euro per l’acquisto di titoli. Democratizzare significa anche mettere a disposizione strumenti prima inaccessibili, come le azioni frazionate o l’investimento in criptovalute in regime amministrato. Senza dimenticare l’esperienza utente, estremamente semplificata. Alla base, però, c’è la consapevolezza finanziaria: la nostra mission è rendere fruibile e comprensibile ciò che è sempre stato presentato come elitario.

3. Zero commissioni: quanto ha inciso sulla crescita?

Carabetta: Moltissimo. In un mondo di servizi con costi nascosti, proporre un modello semplice e trasparente – 1€ per operazione – è stato determinante. Un’altra scelta vincente è stata quella di trasferire il tasso sui depositi BCE direttamente ai correntisti. I numeri lo dimostrano: a gennaio Trade Republic contava oltre 8 milioni di clienti in Europa, di cui oltre mezzo milione in Italia, e più di 100 miliardi di euro di asset gestiti.

4. L’ostacolo più grande sul terreno delle banche tradizionali?

Carabetta: Il tema è la fiducia. Molti prodotti finanziari promossi dagli istituti tradizionali hanno storicamente registrato performance molto inferiori agli indici di borsa globali. Negli ultimi decenni, il MSCI World ha reso molto di più della maggioranza dei fondi a gestione attiva, che in più presentano commissioni elevate. Sono dati storici, non supposizioni.

5. PAC e interesse composto: perché sono il vostro cavallo vincente?

Carabetta: Se consideriamo una crescita media del 7% annuo del MSCI World, un diciottenne che investisse 50€ al mese si troverebbe, dopo 40 anni, con oltre 130 mila euro di capitale, a fronte di soli 24 mila versati. Continuando altri 10 anni, arriverebbe a 270 mila euro, con soli 30 mila versati. L’interesse composto è l’arma più potente per i giovani: il tempo. In un contesto pensionistico critico, non possiamo più contare solo sulle garanzie pubbliche. Per questo Trade Republic ha introdotto anche il Saveback, che destina l’1% delle spese con la carta al piano di accumulo.

6. Educare alla disciplina contro il “colpo veloce”?

Carabetta: Il nostro compito è rendere fruibile il mercato all’investitore retail in ottica di diversificazione. Non promuoviamo scorciatoie. Siamo invece promotori di un approccio analitico e razionale, soprattutto verso i neo-investitori, spesso attratti da false promesse di guadagni facili. Bisogna partire dalle basi della cultura finanziaria: psicologia del denaro, gestione dei risparmi, analisi del rischio.

7. Qual è l’innovazione digitale più sottovalutata?

Carabetta: L’esperienza utente. L’app di Trade Republic è stata costruita per semplificare al massimo l’accesso ai mercati ed è in continuo rinnovamento. Molti competitor hanno sottovalutato questo aspetto, che invece oggi è cruciale.

8. Come gestite sicurezza e protezione dei capitali?

Carabetta: Trade Republic ha una licenza bancaria come tutti gli istituti tradizionali, è vigilata a livello europeo e rispetta le normative di riferimento. Siamo fintech perché sfruttiamo la tecnologia per scalare i processi e democratizzare i servizi.

9. Prossimi passi strategici in Italia e in Europa?

Carabetta: A gennaio registravamo oltre 8 milioni di clienti in 17 paesi europei, con più di 100 miliardi di asset in gestione. Il trend è in crescita e posso dire solo una cosa: varrà la pena seguirci.

10. Un consiglio pratico per chi apre un conto oggi?

Carabetta: Mi rivolgo soprattutto ai giovani, che rappresentano una grande fetta dei nostri clienti. Suggerisco di investire prima di tutto nella propria formazione, costruire un fondo di emergenza e conoscere i rischi e le performance storiche degli strumenti. Poi impostare un piano di accumulo mensile su ETF prudenti. Le pensioni pubbliche non basteranno: bisogna pensarci da subito.

Conclusione

Luca Carabetta ci ha mostrato come la democratizzazione della finanza non sia uno slogan, ma un processo concreto basato su trasparenza, tecnologia e disciplina.

La vera lezione è che non servono scorciatoie: il successo negli investimenti nasce da una visione di lungo termine e dalla capacità di sfruttare quella che Einstein definiva l’ottava meraviglia del mondo: l’interesse composto.
Un piccolo risparmio costante, moltiplicato dal tempo, diventa la chiave per costruire libertà e sicurezza finanziaria.

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