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Effetto Covid sul reddito: 1257 euro a famiglia bruciati in un anno

Economia

Il coronavirus ha inciso pesantemente sulla situazione economica delle famiglie. Cig, bonus e sostegni fiscali non sono bastati a proteggere i redditi degli italiani dall'emergenza coronavirus. E, nonostante l'iniezione di aiuti arrivata dallo Stato, alla fine dell'anno le famiglie si troveranno a perdere ciascuna in media -1.257 euro l'anno, per un totale di 32 miliardi di euro di reddito annuale, mandato in fumo dall'emergenza sanitaria e dal conseguente rallentamento economico.  A lanciare l’allarme è Confesercenti sulla base di elaborazioni condotte sui dati Istat, Svimez e SWG.

Il calo dei redditi coinvolge tutto il territorio nazionale, ma con forza diversa così come non sono state colpite allo stesso modo tutte le tipologie di lavoratori. A soffrire di più infatti sono i redditi da lavoro autonomo e da lavoro dei dipendenti privati, che registrano flessioni rispettivamente del -13% (-40 miliardi) e dell'11% (-62 miliardi), per una perdita totale di oltre 100 miliardi di euro. “A compensare il crollo è l'aumento dei trasferimenti di Stato, che quest'anno dovrebbero incidere positivamente sui redditi per quasi 70 miliardi di euro per effetto di provvedimenti pre-Covid (Quota 100, Reddito di cittadinanza, aumenti previsti delle pensioni, incrementi contrattuali dei dipendenti pubblici), e Cig, bonus, redditi d'emergenza, crediti di imposta e gli altri sostegni introdotti per tamponare l'emergenza. Un fiume imponente di risorse che, però, non basta a ripianare completamente le perdite.

La riduzione dei redditi rappresenta un problema per il mercato interno, visto che gli italiani hanno risposto incrementando la prudenza. E fanno le formiche, aumentando il risparmio e praticando tagli draconiani alla spesa. C’è da sottolineare infatti come la spesa, nel solo semestre trascorso a partire dal lockdown, è scesa di 2.304 euro.

Le misure messe in campo dal governo fino ad ora sono state solo un tappo provvisorio, ma è necessario continuare a intervenire a sostegno delle imprese e delle famiglie. Il lockdown è finito, ma la ripresa non è ancora iniziata. L'emorragia di reddito dei lavoratori autonomi e dei dipendenti privati, pur attenuata in quest'ultimo caso dalla Cassa integrazione, dimostra le persistenti difficoltà delle imprese e, di conseguenza, del mondo del lavoro. È quindi essenziale continuare a sostenere il tessuto produttivo del nostro Paese, ottimizzando gli interventi a favore delle aziende italiane e dando loro il tempo necessario per gestire questa fase transitoria attraverso un cospicuo taglio delle tasse. Allo stesso tempo è necessario procedere a interventi strutturali per alleggerire la macchina della burocrazia affinché la ripartenza dell'economia cominci a manifestarsi in modo più robusto. Le imprese devono ripartire il prima possibile. Non c’è più tempo da aspettare.

Antonio Zennaro

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