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Manca il 72% dei decreti sulle misure anti Covid

Editoriale

Inutile stanziare miliardi di euro per leggi che poi non vengono applicate perché le norme (i decreti attuativi) per realizzarle rimangono ferme nei cassetti dei ministeri per mesi o anni.

Solo per il Dl «Rilancio» 34/2020, già entrato nella fase due, si procede molto lentamente nel percorso di attuazione. Il provvedimento necessita di una mole da record di decreti e applicativi necessari per potere essere pienamente operativo. E ha davanti a sé ancora 100 provvedimenti in attesa di essere adottati, di cui 26 per i quali è già scaduto il termine, su un totale di 137. Un lavoro quello degli uffici ministeriali che devono mettere a punto i provvedimenti attuativi appesantito dalla rapida successione in pochi mesi dei decreti-legge anti-Covid a partire dal Cura-Italia.

Secondo i dati elaborati dal monitoraggio effettuato dall’Ufficio programma di governo, il contatore di quelli che hanno tagliato il traguardo si ferma a 37. L’ultimo ad approdare in Gazzetta ufficiale, proprio nei giorni scorsi, il decreto del ministero dell’Economia sul rafforzamento delle imprese di media dimensione che disciplina il credito d’imposta per gli investimenti nel capitale. Ma la progressione è comunque costante a rilento, visto che in poco meno di un mese ne sono stati adottati una decina. E proprio il peso maggiore dell’attuazione ricade sulle misure dedicate dal Dl 34 al sostegno alle imprese e all’economia. Ancora in stand by 22 provvedimenti: tra questi i contributi a fondo perduto imprese dei settori ricreativo e dell’intrattenimento (Dm Economia), la ripartizione del fondo destinato a sostegno delle locazioni per studenti fuori sede (Dm Università), la disciplina dei contributi ai giovani talenti nel settore e alle start up innovative settore videogiochi. Inoltre tardano anche quello per il sostegno alle micro, piccole e medie imprese distribuzione di carburanti nelle autostrade, gli interventi per sostenere e accelerare i processi di innovazione.

Insomma si attende ancora l’emanazione di una marea di provvedimenti importanti per la ripresa dell’economia. Le dimenticanze e le carenze del governo e degli apparati amministrativi portano alla disperazione piccoli imprenditori e commercianti. E’ sempre colpa dei Parlamentari fannulloni? Qui le responsabilità sono chiare e ci sono nomi e cognomi ed il Parlamento non c’entra per nulla.

Antonio Zennaro

 

 

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