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Riciclaggio denaro sporco: malavita investe anche in Abruzzo, +15% delle segnalazioni in un anno.

Sicurezza

È record di segnalazione per riciclaggi sospetti. L’allarme lo lancia l’Ufficio studi della Cgia, l'associazione degli artigiani e delle piccole imprese di Mestre. Nel 2019 infatti, sono state segnalate all’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia oltre 105 mila operazioni sospette di riciclaggio ed è un nuovo primato nazionale.
Per sospetto riciclaggio si intendono i presunti illeciti che le organizzazioni criminali compiono attraverso il reinvestimento dei proventi economici derivanti da operazioni illegali in settori o aziende apparentemente 'puliti'. Nel primo quadrimestre 2020, inoltre, la Uif ha ricevuto 35.927 segnalazioni, con un incremento del 6,3% rispetto allo stesso periodo del 2019. La conferma dell’importanza del giro d’affari delle organizzazioni criminali emerge anche dal numero di segnalazioni pervenute in questi ultimi anni all’Uif, struttura presente all’interno della Banca d’Italia. Operazioni economico-finanziarie sospette “denunciate” a questa Unità da parte degli intermediari finanziari quali istituti di credito, uffici postali, notai, commercialisti, società finanziarie, assicurazioni. 
 
 
Secondo una stima su dati della Banca d’Italia ammonta a circa 170 miliardi di euro l’anno il fatturato ascrivibile all’economia criminale in Italia. Un capitale imponente che va 'conteggiato'senza gli introiti illeciti derivanti dai reati predatori come furti e rapine, ma anche dall’usura e le estorsioni. L’aumento delle segnalazioni di riciclaggio potrebbe trovare la causa nella mancata liquidità da parte delle aziende e anche dal mancato accesso al credito da parte delle banche. Non va escluso infatti, che chi non ha potuto accedere a mutui o prestiti si sia rivolto alle organizzazioni criminali.
 
 
E seppure il fenomeno in Abruzzo, in base alla popolazione residente e rispetto anche alle altre regioni, fa registrare numeri non eccessivamente elevati, si passa in un anno dalle 1.312 alle 1.518 segnalazioni, con un’aumento di 206, pari al più 15,7% un incremento superiore alla media nazionale che è del 7,9%. Questo a dimostrare, ancora una volta se ce ne fosse il bisogno, che le mafie sono presenti tra noi, a più livelli e avvelenano il tessuto sociale, ambientale e culturale. E l’’Abruzzo, purtroppo, non ne è immune.
 
 
Antonio Zennaro
 

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