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Chiusure: 270 mila esercizi con la serranda giù, rischio tracollo economico.

Chiusure: 270 mila esercizi con la serranda giù, rischio tracollo economico
 
Da oggi chiusi 270 mila tra bar, ristoranti e agriturismi. Un numero impressionante, ma inappellabile. Ho voluto mettere subito in risalto questo dato affinchè fosse ben chiara ancora una volta la situazione nella quale questo Paese è sprofondato con le ulteriori restrizioni prese dal Governo per contrastare la pandemia. Sono sicuro che questo dato non sorprende le migliaia di lavoratori italiani che in questi giorni non hanno potuto tirare su le serrande dei loro bar, ristoranti e di tutte quelle attività costrette a rimanere chiuse. C’è un grido d’allarme che scorre lungo tutta la penisola con interi settori sull’orlo della crisi senza sbocchi nell’immediato. E non parlo di sola crisi economica, ma mi riferisco anche alla crisi psicologica e depressiva che sta divorando chi purtroppo non vede più prospettive nel futuro. Lavoratori che non reggono una situazione che li vede costretti a stare fermi, a non lavorare, a vedere anni di sacrifici buttati al vento, con le attività ormai in ginocchio.
 
Ma torniamo al punto di partenza. Salgono a circa 270mila i bar, i ristoranti, le pizzerie e gli agriturismi chiusi con le nuove regioni arancioni e rosse per una perdita di fatturato mensile di almeno 5,3 miliardi ed un drammatico effetto a valanga sull’intera filiera per il mancato acquisto dei prodotti come alimenti e vino. Questo è quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione dell’entrata in vigore dell’ordinanza del ministero della Salute che istituisce nuove regioni rosse e arancione. La serrata imposta dalle misure anti contagio si estende a regioni dove molto diffuso è il consumo alimentare fuori casa e colpisce complessivamente quasi tre locali su quattro, circa il 74 per cento, di quelli esistenti in Italia compresi circa 20mila agriturismi. Gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione, ovviamente, si fanno poi sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato. Chiaro a questo punto che le limitazioni alle attività di impresa devono prevedere un adeguato e immediato sostegno economico lungo tutta la filiera per salvare l’economia e l’occupazione.
 
Ma la situazione si fa sempre più grave anche per i commercianti. Il Comitato commercianti uniti, che conta oltre 5.000 iscritti in tutta Italia, lancia un allarme drammatico: sono nell’ultima settimana sono ben tre gli esercenti attività commerciali che hanno tentato il suicidio. Quelli del settore abbigliamento sono i più penalizzati, con una diminuzione del fatturato registrata dai negozi che si attesta attorno all’80% dei ricavi. Crisi aggravata dal fatto che questi stessi commercianti non sono stati inseriti tra le categorie aventi diritto ai ristori negli ultimi decreti.
E crescono a 4 milioni i poveri costretti a chiedere cibo alle mense. Gli ultimi dati del Fondo per ingenti (Fead) registra un aumento di oltre il 40% delle richieste di aiuto agli enti del volontariato. Fra i nuovi poveri del Natale 2020 ci sono persone e famiglie che mai prima d’ora avevano avuto a che fare con la povertà.
Cambiano i colori delle regioni, ma il colore della tragedia e della crisi che stanno vivendo gli italiani non ha differenze.
È assolutamente necessario che vengano adottati, almeno fino a fine emergenza, provvedimenti in grado di dare un po' di ossigeno alle economie in difficoltà, come ad esempio la proroga della sospensione dei protesti dei titoli di credito, ristori per le attività commerciali non chiuse per legge ma in grande oggettiva difficoltà, sospensione di imposte e contributi previdenziali, aiuti per il pagamento di affitti ed utenze. Urge una moratoria generalizzata sui prestiti bancari. Insomma per il Governo la legge di bilancio è totalmente da riscrivere perché se le bozze che girano saranno confermate, ci sarà pochissimo per i settori colpiti dalla più grave crisi economica da quando esiste la Repubblica Italiana.
 
Antonio Zennaro
 
 

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